Doménikos Theotokópoulos, detto El Greco
in mostra a Milano

  • Ei Greco, Adorazione dei Magi, Olio su tela, h 45 x 52 cm Museo Lázaro Galdiano, Madrid ©Museo Lázaro Galdiano, Madrid
  • El Greco, Jerónimo de Cevallos, Olio su tela, 64 x 54 cm - Museo Nacional del Prado © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid.
  • El Greco, San Martino e il mendicante, 1597 - 1599 circa, olio su tela, 197×103 cm, National Gallery of Art, Washington
  • El Greco, Adorazione dei pastori, Olio su tela, 141 x 111 cm - Museo Colegio del Patriarca © Real Colegio Seminario de Corpus Christi / Mateo Gamón
  • El Greco Laocoonte Olio su tela, 137 x 172 cm National Gallery of Art Washington ©Courtesy National Gallery of Art, Washington
  • El Greco, Annunciazione, Olio su tela, 114 x 67 cm - Museo Thyssen Bornemisza ©Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid
  • El Greco, San Francesco in meditazione in ginocchio, Olio su tela, 144 x 104 cm - Museo Diocesano de Arte Sacro, Vitoria-Gasteiz, ©Elizbarrutiko Arte Sakratuaren Museoa. Arabako Foru Aldundiaren gordailua Museo Diocesano de Arte Sacro. Depósito de la Diputación Foral de Álava
  • El Greco, Incoronazione della Vergine, Olio su tela, 163 x 220 cm - ©Fundación Hospital Ntra. Sra. de la Caridad – Memoria Benéfica de Vega (FUNCAVE)
  • El Greco e bottega, San Francesco d'Assisi e frate Leone meditano sulla morte, Olio su tela, 160,5 x 103 cm Museo Nacional del Prado, Madrid © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid
  • El Greco, Annunciazione, Olio su tela, 117 x 98 cm Museo Thyssen Bornemisza, Madrid ©Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid

 

Per la prima volta a Milano, l’esposizione dedicata al pittore Doménikos Theotokópoulos, noto come El Greco (Creta, 1541 – Toledo, 1614) sarà l’occasione per ammirare un artista che ha fatto sue esperienze artistiche diverse tra loro e che ha elaborato stili provenienti da molteplici tradizioni, in un processo che lo ha reso uno dei più grandi pittori europei della storia.

Con oltre 40 opere del maestro cretese, l’esposizione vanta prestigiosi prestiti internazionali: un evento unico per scoprire l’opera dell’artista.

La mostra sarà innanzitutto un viaggio da Creta a Toledo, e ripercorrerà le tappe fondamentali di un percorso, tanto biografico quanto artistico, che va dagli esordi bizantini all’influenza dei grandi pittori rinascimentali italiani, fino alla maturità del periodo spagnolo.

Per la realizzazione di questo progetto espositivo, grandi musei hanno concesso in prestito per questa esposizione capolavori, tra i quali i celebri San Martino e il mendicante e il Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi.

Oltretutto la mostra vanta la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas.

La Mostra dedicata a El Greco prende le mosse dal dato biografico per proporre un nuovo sguardo sull’opera di questo artista. Riprendendo il mito di Arianna, il percorso espositivo terrà infatti a fuoco il rapporto dell’artista con i luoghi in cui ha vissuto e svilupperà il potente tema del labirinto perché la vita e l’arte di El Greco sono state una sorta di immenso romanzo ambientato tra le grandi capitali culturali del Mediterraneo.

El Greco

Doménikos Theotokópoulos, detto El Greco, nasce a Candia, nell’isola di Creta nel 1541 e muore a Toledo nel 1614. La sua vita è stata segnata dalla costante ricerca di formule artistiche che lo portarono ad esplorare linguaggi sconosciuti e assolutamente personali.

Nel 1567, dalla nativa Creta, si reca a Venezia per diventare un pittore occidentale, lasciandosi alle spalle le caratteristiche proprie delle icone. A Venezia e poi a Roma, nello squisito ambiente dei Farnese, dove acquisisce la conoscenza della statuaria antica, avviene la sua prima trasformazione divenendo pittore “alla maniera latina”, uno stile caratterizzato dall’uso del colore e della macchia come base della pittura. Tuttavia, nel complesso ambiente artistico italiano, non riesce a trovare un mecenate e quindi decide di tentare fortuna in Spagna.

Arriva a Toledo nel luglio del 1577 all’età di 41 anni, con la speranza di ottenere un incarico dal re Felipe II e di essere nominato pittore della Cattedrale di Toledo. Non è riuscito a realizzare nessuno dei suoi sogni. Il suo carattere difficile e l’originalità artistica delle sue composizioni e iconografie hanno sorpreso tutti, così come i suoi prezzi molto alti per il mercato castigliano. Nonostante ciò, Toledo gli fornì un ambiente di amici e fedeli clienti dove ebbe grandi commissioni come quello del Entierro del Señor de Orgaz, la cappella di San José o il santuario di Nuestra Señora de la Caridad a Illescas. Contemporaneamente crea una bottega, alla maniera delle botteghe veneziane, dove vengono realizzate alcune versioni delle sue opere più ricercate, come quelle di San Francesco o quelle della Maddalena in lacrime.

Lontano da mode e correnti, a Toledo trova la calma necessaria per continuare ad indagare un linguaggio sempre più personale, astratto e stravagante, che si nota in opere come il Laocoonte.

Alla sua morte, avvenuta il 7 aprile 1614, lascia un vasto inventario che conosciamo attraverso il figlio Jorge Manuel Theotocopoulos.

Un artista che con la sua genialità ha influenzato anche i pittori futuri.

La mostra

L’esposizione si compone di cinque momenti fondamentali, pensati come aree tematiche.
La prima sezione, intitolata Un bivio, affronta gli esordi del pittore nel circolo della produzione cretese di icone e il suo successivo apprendistato a Venezia e poi a Roma. Una tappa decisiva in cui diventa definitivamente pittore alla latina abbandonando la “maniera greca” propria dei madonnari.

La seconda, Dialoghi con l’Italia, espone una serie di opere realizzate da El Greco sotto il diretto influsso dei pittori italiani da lui ammirati per l’uso del colore e della luce, come avvenne per Tiziano e i Bassano, o per la maestria della figura nel caso di Michelangelo. Qui le opere di El Greco e quelle dei suoi “maestri” dialogano in una cornice unica.

Nella terza, Dipingendo la santità, la mostra approfondisce la prima fase del lavoro di El Greco a Toledo come pittore di scene religiose e dipinti devozionali. Una volta in Spagna, l’artista si confronta con la legge del mercato dell’arte vigente all’epoca nella città di Toledo e con il contesto della Controriforma. In queste circostanze realizza un’enorme mole di lavoro come pittore di scene religiose e dipinti devozionali, attraverso i quali dà corpo a un’empatia fino ad allora sconosciuta, adatta a una clientela eterogenea, unendo grandi commissioni ad altre di natura anonima.

La quarta sezione, Di nuovo l’icona, illustra come l’artista torni, nell’ultima fase della propria esistenza, a richiamarsi al sistema compositivo delle icone della sua natia Creta, sviluppando una produzione caratterizzata da un approccio diretto, frontale, senza nulla che distolga la devozione. Si tratta di lavori di profonda introspezione, in cui si indaga a fondo la potenzialità espressiva dei gesti.

Conclude la mostra una sezione in cui si rende omaggio all’unica opera mitologica realizzata da El Greco, il Laocoonte, capolavoro tardivo e geniale, pieno di messaggi che ancora oggi rimangono non completamente interpretati. Per la realizzazione di questo progetto espositivo, grandi musei hanno concesso il prestito di autentici capolavori, tra i quali i celebri San Martino e il mendicante e ll Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi. La mostra vanta inoltre la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas. La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira Editore, che raccoglie i testi di Panayotis Ioannou, Giulio Zavatta e Alessandra Bigi Iotti, Palma Martínez-Burgos García, José Redondo Cuesta, Ana Carmen Lavín, Fernando Marías Franco e José Riello.

 

 

 

Sede espositiva
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
Apertura
Dal 11 Ottobre 2023 al 11 Febbraio 2024
Orari apertura
Martedì - domenica: 10 - 19.30 | Giovedì 10 - 22.30
Costo
Intero € 15, ridotto € 13
Curatori
Juan Antonio Garcìa Castro e Palma Martìnez - Burgos Garcìa
Organizzatori
MondoMostre
Comune di Milano
Ambasciata di Spagna
Sito ufficiale
http://www.mostraelgreco.it