“Dagli Impressionisti a Picasso” a Conegliano (TV)

Provengono tutte dalla Johannesburg Art Gallery, le sessanta opere che si potranno vedere a Palazzo Sarcinelli.
Sono sessanta dipinti, che spaziano da Turner a Kentridge. Dai Preraffaelliti, all’Impressionismo, per documentare quindi il passaggio al nuovo secolo, con figure come quelle di Matisse e Picasso e infine avvicinarsi all’arte contemporanea con artisti come Moore, Lichtenstein e Warhol.

Sessanta opere che, con la loro qualità, confermano non solo la passione ma la competenza di Lady Florence Phillips, che per creare questa sua magnifica collezione decise di privarsi anche del suo diamante azzurro, scambiato con uno dei quadri che si potranno ammirare a palazzo Sarcinelli. Qui le opere arriveranno dopo un viaggio lungo 11 mila chilometri.

L’esposizione, curata da Simona Bartolena, organizzata da ARTIKA e prodotta da ViDi, in collaborazione con il Comune di Conegliano.

A palazzo Sarcinelli di Conegliano si può visitare la mostra dedicata ai capolavori degli Impressionisti con la raccolta di dipinti della Johannesburg Art Gallery. È il lascito di lady Florence Phillips, moglie sudafricana di un magnate inglese con la passione dei quadri: vendette i gioielli che le regalò il marito per acquistare opere. Parte della collezione di lady Florence sarà esposta a palazzo Sarcinelli, che ospita la mostra Dagli Impressionisti a Picasso Capolavori della Johannesburg Art Gallery, aperta al pubblico fino al 2 febbraio 2020, curata da Simona Bartolena, prodotta da ViDi e organizzata da Artika.

Il nucleo della collezione della Johannesburg Art Gallery è il lascito di lady Florence Phillips, sudafricana di nascita, moglie di un magnate inglese dell’industria mineraria che ha fatto la fortuna in Sudafrica, appassionata collezionista d’arte. Vivendo a Londra era entrata in contatto con musei, quale il Victoria and Albert museum.«Il suo sogno era quello di portare nel proprio Paese, che già all’inizio del Novecento era dilaniato da una situazione sociale gravissima, un museo che fosse per tutti e non soltanto per quei pochi eletti che potevano comprendere un quadro di Monet o parte della sua collezione spiega la curatrice Simona Bartolena -. Per tutta la vita persegue questo sogno, vendendo anche alcuni gioielli che il marito le aveva regalato per creare la collezione. E per farlo chiede aiuto a Hugh Lane, il quale la orienta nella scelta delle opere».

La Johannesburg Art Gallery aprì al pubblico nel 1910. La mostra, comincia il racconto con l’Ottocento inglese, attraverso due opere di William Turner ed uno straordinario dipinto di Alma-Tadema La morte del primogenito, suadente e malinconica scena ambientata in un Egitto immaginario. L’arte britannica è ben rappresentata dai Preraffaelliti, quali John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, dei quali lady Phillips era appassionata. La seconda sezione della mostra affronta gli sviluppi dell’arte pittorica in area francese. Protagonisti assoluti sono gli Impressionisti, a cui ci si accosta dopo un nutrito excursus relativo ai pittori che scelsero un nuovo approccio al vero in pittura.

Nelle sale di palazzo Sarcinelli si possono ammirare capolavori, come quello di Le Sidaner, artista poco noto al pubblico; come le opere di Boudin «che ci riconciliano con quello che fu il maestro di Monet, vero iniziatore dell’Impressionismo anche se spesso ce lo dimentichiamo» dice la curatrice. Tra i pezzi notevoli c’è La marina di Signac, che rappresenta il vertice del pointillisme. Ampio spazio è riservato alla generazione impressionista. Boudin e Jongkind introducono alla più nota arte francese, rappresentata da Degas, Monet e Sisley. Il percorso prosegue con alcuni tra i più noti protagonisti della scena post-impressionista: Paul Cézanne, Van Gogh e Pierre Bonnard. Artisti chiamati ad annunciare la rivoluzione artistica di Pablo Picasso.

L’ultima parte della mostra porta nel Novecento. Qui sono visibili alcune opere di Henri Matisse e Pablo Picasso. Menzione a parte per Amedeo Modigliani, presente con un disegno di Madame Van Muyden. Non mancano esponenti della seconda metà del secolo come gli inglesi Francis Bacon e Henry Moore e i due protagonisti della pop art americana Robert Lichtenstein e Andy Warhol, di cui si presenta il trittico su Joseph Beuys. Chiude la mostra, l’arte sviluppata in Sudafrica nel Novecento che costituisce una vera e propria scoperta. In particolare si possono ammirare le opere di Maggie Laubser, una delle esponenti dell’espressionismo sudafricano, di George Pemba e di altri pittori che raccontano le tradizioni del Paese, ma anche la vita urbana e la realtà dell’apartheid.

«Ci sono stati numerosi pittori sudafricani della seconda metà del Novecento evidenzia la curatrice -, che hanno studiato, dunque si sono formati, in Europa e che raccontano la loro società, quella dell’apartheid, con un linguaggio che noi conosciamo». L’apice di questa sezione, grande novità della mostra di Conegliano, è rappresentata da tre opere di William Kentridge, il più grande artista sudafricano vivente, che portano il percorso espositivo al Sudafrica di oggi, che non è solo terra di bellissimi paesaggi e di una storia difficile, ma anche di una florida produzione artistica propria.

  • Dagli impressionisti a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery
  • 11 Ottobre 2019 al 2 Febbraio 2020
  • Conegliano | Treviso
  • Palazzo Sarcinelli