La Basilica di Santa Prassede in Roma


In età romana la basilica era un luogo pubblico con funzione di mercato e di tribunale.

Nel 313, quando l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto ai Cristiani, si cominciarono a costruire i primi edifici religiosi sul modello architettonico della basilica romana, considerata più adatta ad accogliere i fedeli rispetto ai templi o alle terme.

Una delle chiese urbane più antiche è quella consacrata a S. Prassede, situata sul colle Esquilino nel Rione Monti a pochi metri dalla Basilica Giubilare di S. Maria Maggiore, dalla Colonna della Pace e in prossimità della Via Merulana.

Fonti storiche riportano l’esistenza, in quell’area, di un edificio di culto cristiano già nel 489 come risulta da un’iscrizione rinvenuta nel Cimitero di S. Ippolito sulla Via Tiburtina.

Prassede era figlia del senatore romano Pudente e sorella di Pudenziana, anch’essi martiri e santi vissuti nel II secolo. Sopravvissuta alla sua famiglia, si prese cura di molti seguaci di Cristo nella sua casa, ma il martirio dei suoi amati ospiti fu inevitabile. Prassede dal dolore pregò allora per la sua stessa morte e pochi giorni dopo la strage morì.

Il Papa Adriano I (772-795) diede inizio ai primi restauri della casa della santa (Titulus Praxedis), ma S. Pasquale I Papa (817-824) la riedificò nella forma attuale.

Si accede alla basilica dall’ingresso secondario di Via di S. Prassede, quello principale su Via S. Martino ai Monti è usato raramente.

La chiesa è divisa in tre navate separate da colonne con capitelli antichi riutilizzati; il soffitto in legno è un rifacimento settecentesco, mentre il pavimento neocosmatesco appartiene al restauro di inizio Novecento.

Le navate ci mostrano affreschi e dipinti di varie epoche, ma i capolavori assoluti sono i mosaici del grande arco dell’abside (nucleo centrale dell’Apocalisse, Cristo circondato da Angeli e Santi) e la meravigliosa Cappella di S. Zenone (navata destra). Il sacello, detto il Giardino del Paradiso, fu fatto costruire da Pasquale I come mausoleo della madre Teodora e fu dedicato al martire romano Zenone qui sepolto. La piccola cappella è completamente rivestita di mosaici a fondo oro giunti a noi in eccellenti condizioni.

Un minuscolo ambiente a destra della cappella ospita un frammento della Colonna Santa, portata da Gerusalemme a Roma nel 1223 e ritenuta quella alla quale fu legato e flagellato Gesù Cristo.

Sotto l’altare maggiore, rifatto nel 1730, sono custodite le reliquie di S. Prassede.

La basilica è di pertinenza dei Monaci benedettini di Vallombrosa dal 1198.

Via di S. Prassede 9a
orari:
feriale 7.30-12.00 e 16.00-18.30
festivo 8.00-12.00 e 16.00-1830

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